_MG_3107
SPAGNOLLI BAZZONI ONLUS – Zimbabwe 2016

“Questo lavoro richiese un incredibile sforzo personale. L’ associazione Spagnolli – Bazzoni mi chiese di andare direttamente in Zimbabwe per due mesi e mezzo, il che fu entusiasmante ma molto stressante a causa delle condizioni di vita generali e del pericolo causato dalle insurrezioni popolari che vi erano in quel periodo dell’ anno. Non seppi dire di no, la proposta era troppo incredibile e andava oltre le mie aspettative”

Servizi:

Shooting fotografico

“Tramite questa incredibile esperienza ebbi l’ occasione di collaborare con persone che, oltre all’ aspetto pratico ed esecutivo del processo di aiuto umanitario nel terzo mondo, credettero nel desiderio di comunicare la storia di questo villaggio. Organizzammo quindi una grande mostra fotografica, utilizzando le fotografie che feci con la mia Nikon f70 analogica durante il mio periodo in Africa.”

“I cambiamenti drastici possono avere mille motivazioni e mille possono essere gli esiti di queste rivoluzioni personali. Tra questi anche un viaggio in Africa che ti cambia la vita. Francesco Frizzera ha 24 anni e nell’aprile del 2016 sente una o forse mille motivazioni per voltare pagina, per lasciarsi alle spalle dubbi, incertezze, fallimenti. L’occasione per farlo arriva da una onlus italiana chiamata Spagnoli-Bazzoni che propone a Francesco di trasferirsi ad Harare, capitale dello Zimbabwe, per due mesi e mezzo con il ruolo di supervisore dei lavori di manutenzione da eseguire in un orfanotrofio che ospita 80 tra bambini e ragazzi dai 2 ai 20 anni. L’impatto per Frizzera è folgorante e decide di fotografare la sua esperienza, le sue sensazioni, la sua Africa. “Con queste fotografie voglio raccontare l’energia percepita durante il mio periodo in Africa, le differenze che costituiscono l’equilibrio sul quale il mondo si basa e i momenti della vita di alcuni ragazzi orfani che ho conosciuto e che sono stati come fratelli per me”. Il risultato sono delle fotografie che sembrano uscire da un’altra epoca, da un luogo distante, con dinamiche e ritmi alieni, complice forse anche il fatto che siano su pellicola.” – D – La Repubblica